Letteratura > Chiara Celi > Poesie
Su rive adombrate
vagavo –
sola, in timidi passi,
cercavo un azzurro tenace,
un’alba immemore
e quieta,
che riallacciasse i miei occhi
alla vita.
Ma il mare
non udì la mia voce: strillò
rabbioso nel vento impazzito,
e scuro s’alzò dell’onda
il fragore
sopra ogni mio breve respiro.
Più nulla è rimasto
in quella terra spogliata –
lavate le orme, disfatta la sabbia,
il fiato sepolto
tra spasmi di nebbia.
E adesso è la notte, mio fiore
è peso, è silenzio: ma chiuso nel pugno
io ancora conservo – intatta speranza –
il bianco splendore
di una conchiglia salvata.